Attraverso il passato, uno sguardo al futuro

Alle porte della regione calabrese, il Comune di Tortora non segna solo una linea di confine geografico ma rappresenta virtualmente una sorta di delimitazione storica che ancora oggi ci parla di sé.

Meta scelta perlopiù per i suoi scenari marini, legata al clima estivo e vacanziero, in realtà l’antico borgo è da anni punto di riferimento anche per gli studiosi e appassionati del settore storico- archeologico.

Conosciuta ai più e rinomata con il nome di Blanda, rivela un passato ben più lontano, che ci riporta indietro nel tempo fino alla Preistoria: in Località Rosaneto, nelle grotte di Torre Nave, lungo il corso della Fiumarella, dal Paleolitico al Bronzo Medio, un intenso viaggio fatto di piccole comunità stanziali nascoste nelle cavità rocciose dei costoni marini e collinari che, seppur con enormi lacune storiche, ci conduce sino alla presenza della ben più famosa Civiltà Enotria.

Gli studi affrontati negli anni e il frutto degli scavi archeologici concedono oggi di identificare quest’ultima come un gruppo di genti provenienti probabilmente dal Vallo di Diano che, spostandosi più a sud, intenzionalmente in territori non ancora colonizzati dai Greci, fondarono nel VI sec.a.C. una serie di città proprie, tra cui Tortora, conosciuti come Enotri.

Testimonianze a riguardo sono offerte dai ritrovamenti archeologici provenienti da diverse zone ci accompagnano sino alle colline che circondano il borgo principale, concentrando l’interesse intorno al pianoro di San Brancato e al Colle Palestro (o Palecastro): il nucleo originario dell’abitato; circa 38 corredi funerari ricchi di elementi ceramici, che datano la loro presenza fino alla metà del V sec.a.C. cui segue l’abbandono del contesto.

Poco dopo dal Sannio un altro popolo, i Lucani, occupò lo stesso colle, inglobando l’ormai residua popolazione enotria assieme alle sue tradizioni ricche di influssi greci. I Lucani ricostruirono l’abitato originario, distrutto da un terremoto, fornendolo di una cinta muraria e dandogli il nome di Blanda, di cui fonte di informazione sono ancora le sepolture di San Brancato, sebbene offrano alcune differenze con la tradizione enotria.

Scenario di battaglia durante il conflitto romano contro Annibale, annoverata nelle fonti storiche, Blanda si spopola nel III sec.a.C all’arrivo dell’esercito Romano. Ne divenne colonia nel III sec.a.C anche se dovette attendere il I sec.a.c. per diventare centro amministrativo e giuridico romano, nuovamente distrutta dalle scosse di un terremoto. Ricostruita ancora per mano romana, rimangono le tracce del foro e della basilica, dei templi dedicati alla Triade Capitolina. Prese il nome di Blanda Julia, in onore della stirpe di Giulio Cesare.

La ceramica stilisticamente di tradizione greca e gli oggetti che accompagnavano guerrieri; lo scenario ricostruito di una sepoltura lucana e gli elementi architettonici di epoca romana raccontano la loro storia attraverso il Mausoleo di Contrada Pergolo, il cippo dedicato dalla popolazione al preposto romano Marco Arrio Clymeno e all’interno del Museo Archeologico di Blanda.

Gli oggetti custoditi nelle vetrine provengono da una ventennale ricerca che, attraverso la lettura delle fonti, ha portato alle campagne di scavo archeologico, la cui ricerca si concentra proprio nelle aree del Colle Palecastro e di San Brancato. Le tracce rinvenute testimoniano un continuum abitativo che, esposto in un percorso museale arricchito di pannelli tattili e illustrazioni tridimensionali, rappresenta una mostra perenne dal titolo “Archeologia per Tortora: frammenti dal passato”.

Tutelata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, Tortora racchiude in sé un passato millenario, circondata da un contesto naturalistico variegato e versatile, in cui ambiente e attività umana hanno saputo prolungare la vita di un centro che, ancora una volta distrutto dal terremoto, trova ultima collocazione nell’attuale borgo medievale, in cui la storia e le fonti, oltre la conquista romana testimoniano l’importanza del centro nei secoli seguenti e fino ad oggi.

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