Il progetto ha come area di riferimento il territorio dell’alto tirreno calabrese, con particolare focus sui comuni di Tortora, Aieta e Praia a Mare.

I comuni, già inclusi nella area del Parco del Pollino, sono meta di turismo stagionale e nel mese di agosto arrivano ad ospitare fino a 35.000 persone per ciascun centro.

Il popolamento di questo contesto territoriale, al confine tra Basilicata e Calabria, ha visto nascere dal paleolitico Superiore i suoi primi insediamenti tra le cavità naturali che si aprono sulle falesie calcaree a picco sul mare e la profonda vallata della Fiumarella di Tortora.

Il punto di convergenza fra Tortora, Praia e Aieta è il Palecastro di Tortora: un colle naturalmente difeso, dotato di un grande pianoro sommitale posto alla confluenza fra il Fiume Noce e la Fiumarella di Tortora.

Dal Centro storico di Tortora, nel tempo, si sono via via distinte le aree Marina di Tortora, la nuova Praia e Marina di Aieta, divenuto Comune indipendente nel 1928. La valle, sulla quale si affacciano Tortora, Aieta (borgo storico rinascimentale patrimonio dell’UNESCO) e Praia a Mare (che ospita uno dei più grandi Santuari del meridione, Cavea Preistorica di grande rilevanza archeologica, il Santuario della Madonna Della Grotta), è attraversata da numerosi sentieri che portano ai tre comuni, ai borghi antichi fino ad immergersi nel Parco del Pollino. La riqualificazione della via di comunicazione, lungo il corso della Fiumarella e dei sentieri antichi che la intersecano può offrire al turista più distratto, l’opportunità di scoprire, la storia millenaria del territorio testimoniata dalla scoperta di insediamenti che vanno dal paleolitico inferiore, all’eneolitico, all’antico centro abitato ed alle tombe enotrie della città di Blanda, e dalle bellezze della macchia mediterranea. 

Ad oggi, gli interventi eseguiti sulle grandi ricchezze storiche e culturali del territorio, non sono stati sufficienti a favorire uno sviluppo economico e sociale adeguato dell’area che risente fortemente della sua ubicazione territoriale, della mancanza di infrastrutture adeguate, dell’assenza di imprese nel turismo sostenibile. Vi è inoltre una scarsa attitudine locale nel “fare rete” che ha spesso pregiudicato lo sviluppo del territorio. Ricordiamo che la Calabria, nonostante le sue inestimabili ricchezze, è la regione italiana con il più alto tasso di disoccupazione giovanile con un incremento rispetto al 2011 di ben il 7,8% (dati ISTAT 2012).

L’alto tirreno cosentino in termini di occupazione rispecchia la situazione della regione, mostrando una economia che vede il turismo dare un contributo importante ma esclusivamente nei mesi di luglio ed agosto, una economia basata sul terziario ed in parte sull’agricoltura. Rispetto ad altre aree della Calabria, pur se presente, la criminalità organizzata incide in maniera minore e questo fa ben sperare per la riuscita nell’avvio di nuove attività imprenditoriali. 

A tal fine, è prioritario favorire la valorizzazione del patrimonio che, ad oggi, non ha avuto un’attenzione adeguata e che necessita di essere riqualificato proprio per le sue enormi potenzialità naturalistiche e storico culturali e la sua vocazione turistica inespresse e, attraverso la nascita di imprese che coinvolgano i giovani direttamente, metterle a disposizione dell’intera comunità.

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